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Partendo da un’attenta rilettura dell’arte prenuragica della Sardegna, Giampaolo Mameli rielabora le immagini del Dio toro e della Dea madre,  figure archetipiche della fecondità della terra e sintesi vitale per eccellenza, traendone le forme e i decori che compongono il nucleo più conosciuto della sua produzione ceramica.  Scelte formali fortemente evocative e  necessità di sintesi espressiva lo portano a ricercare  inedite soluzioni stilistiche: nascono così figure nelle quali recupera il modellato classico,affidando però il decoro a scritte dense, a rendere le superfici vibranti di bagliori metallici.Nelle superfici dei lavori in Raku i pieni e vuoti si alternano  e le lastre, legate fra loro o fissate su legno combusto, si accendono per la concatenazione serrata tra  spazi fortemente materici e  zone illuminate da contrastanti colori primari. Nel bucchero recupera l’antico trattamento a “stralucido” delle superfici, giungendo a forme spoglie e levigate, percorse da segni misurati e lineari, luminose nella sempre rigorosa monocromia del bucchero. Raku, bucchero, riflessatura in terzo fuoco sono alcune delle tecniche di cui si avvale, in un raffinato equilibrio fra l’essenzialità delle forme e la sobrietà degli interventi grafici e decorativi. Anche nella più giocosa, recente produzione di pesci in raku il decoro si ispira alle volute e alle spirali, partendo dai motivi dell’arte antica e classica per giungere  ad una singolare contaminazione  fra il gusto contemporaneo e le radici più profonde della nostra cultura, e introducendo con raffinati accordi di colore una armoniosa, fulgida policromia. 

 

Starting from a careful reinterpretation of Sardinia’s pre-nuragic art, Giampaolo Mameli re-creates the images of the Bull God and the Mother Goddess, symbols of fertility of the land and a vital synthesis par excellence, drawing from them the forms and decorations that go into the nucleus of his best-known ceramics. From the search for novel stylistic solutions come figures in which the artist goes back to the classic models, but the decorations are closely spaced writings that cover the surface with vibrant metallic flashes. In the surfaces of his raku works the full and empty spaces alternate and the plates, linked together or fixed on burnt wood, come to life, owing to the close concatenation of spaces with matter and zones illuminated by contrasting primary colours. In his bucchero work he rediscovers the ancient extra-lucid treatment of surfaces, arriving at essential and smooth forms crossed by measured and linear signs, luminous in the always rigorous monochrome of bucchero ware. Raku, bucchero, reflectances with a third firing are some of the techniques he puts to use in an elegant balance between the essentiality of form and the sobriety of his graphic and decorative touches. Even in his recent more playful production of raku fish the decoration is inspired by volutes and spirals, starting from motifs of ancient and classic art to arrive at a unique blending of contemporary tastes and the deepest roots of Sardinian culture.